Le terrificanti avventure di Sabrina, una serie di Roberto Aguirre-Sacasa

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Benché il titolo lo preannunciasse la nuova serie Netflix non ha nulla a che spartire con la teen commedy di fine anni novanta da cui ha preso in prestito i personaggi. Sabrina diventa in questa versione fastidiosa, puerile e buonista, determinata a farsi eroina di cause più o meno perse. Le sue zie sono delle vere e proprie streghe al servizio del signore oscuro e della chiesa della notte. Il virare sull’horror ha rovinato lo spirito disincantato e positivo della storia. I personaggi risultano poco credibili, contraddittori e caricaturali in un contesto di base che resta naife e bigotto, inserendo a sproposito scene truculente ed efferate. A differenza dell’analoga serie Salem in cui la protagonista Mary non si spaccia per la buona e bella verginella di quartiere che vuole distruggere il Demonio, qui Sabrina sputa letteralmente nel piatto in cui mangia usando i suoi poteri contro chi glieli fornisce. Nel complesso la serie non è ne carne ne pesce, per nulla credibile e più che paura alcune scene fanno solo disgusto poiché orchestrate da personaggi artificiosi che non riescono a essere né buoni né cattivi ma sospesi in uno strano limbo.

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Coraline e la porta magica un film di Henry Selick

Horror per i più piccoli

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Coraline: curiosa, vivace ma per nulla adorabile (a tratti saccente e arrogante) si trasferisce con la sua famiglia in una villa multi familiare dal nome lezioso, “Pink Place”. Il posto tuttavia stride con il nome rassicurante essendo surreale, gotico e grottesco. Stranissimi i vicini di casa, un ex atleta circense dal super ego e due anziane ex attrici con un’insana passione per i cani. Coraline, figlia dell’epoca moderna, dell’altrui indifferenza a partire da quella dei suoi genitori, soffre di noia e solitudine. Non è infatti un caso che spesso il suo nome venga pronunciato in maniera errata e i tratti caratteriali della ragazzina, arroganza e sacenza sono peculiari di una generazione che troppo spesso è lasciata senza guida e attenzione. Da un punto di vista psicologico Selick, fa scelte studiate trattando argomenti importanti e solitamente evitati come la peste nei film per bambini. spezzare il clima depressivo della storia sarà la scoperta di una minuscola porta, che condurrà Coraline in una magnifica realtà alternativa. Questo film potrebbe essere una rivisitazione moderna di Hansel e Gretel, in cui la strega cattiva seduce prima di affondare la mannaia. Vengono rispettate le regole della trama e della fabula classica, tra cui la presenza della saggia guida, qui impersonata da un nero gatto sornione. La grafica grottesca è decisamente inquietante (se lo avessi visto da bambina non mi avrebbe risparmiato qualche incubo), trattandosi tuttavia di un film di Henry Selick, già creatore del cult di genere “A Nightmare Before Christmas” (di molto superiore a questa pellicola) non ci si poteva aspettare nulla di diverso. 

 

Élite ideata da Carlos Montero e Darío Madrona

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Serie televisiva spagnola in onda su Netflix, che ripercorre le atmosfere di molte teen series americane. Scandalose relazioni alla Gossip Girl, scenari gialli alla ricerca di un fantomatico assassino alla Veronica Mars. Detto questo moltissime sono le tematiche trattate, come il divario tra classi sociali, percepito addirittura come un rapporto tra “specie differenti capaci solo di danneggiarsi a vicenda. Molto spazio alla questione omosessuale con sempre meno censure. Forzosa la questione religiosa che alla lunga diventa faziosa e del tutto critica verso la cultura islamica. Gli episodi nel complesso hanno carattere e sono ricchi di intriganti colpi di scena, come gli interpreti giovani ma molto ben calati nei ruoli. Ritroviamo Jaime LorenteMiguel Herron già visti in La casa di carta, altra serie Netflix degna di nota e interesse. Che dire, speriamo che Élite veda una seconda serie, su cui al momento non c’è nulla di certo tra conferme e smentite.

Caleidoscopio

“Bello, brutto, felicità, sofferenza, gioia, preoccupazione, leggerezza e profondità. Tutto mischiato come l’opera di un artista folle. Questa è la vita nell’epoca dei social. In un caleidoscopio che descrive sogni, paure e solitudine. In un delirio di pixel che scorre talmente rapido, da togliere talvolta il gusto ma non amarezza e tristezza”

Nora P.

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