I PROTAGONISTI DI COME IL GHIACCIO D’ESTATE

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CAMILLA emblema di quello che la società moderna e l’emancipazione ha fatto alle donne, ormai provate da molteplici ruoli: madri, mogli e lavoratrici. Vite che spesso sembrano una prigione fatta solo di doveri e responsabilità. Quale via di fuga migliore se non l’arrivo nella sua vita di un nuovo corteggiatore? Un  soffio di libertà, una scarica di emozioni forti e contrastanti, che creano confusione e brivido laddove il cuore si stava spegnendo.

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DARIO marito di Camilla e padre di Rebecca. Dedito alla carriera lavorativa, uomo responsabile e sicuramente adatto alla vita famigliare, che non riesce tuttavia a dare la scossa di adrenalina di cui il rapporto con Camilla necessita. Schivo e quasi un fantasma nelle pagine del libro, ignaro o fintamente inconsapevole di quello che sta accadendo a sua moglie.

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MANUEL, misterioso e trasgressivo ex compagno di scuola di Camilla. Vive incurante delle regole, assecondando tutti i piaceri più o meno proibiti che la vita può dare. Un personaggio sensuale ed invitante ma con inaspettati oscuri segreti. Il peccato dopo tutto ha sempre un prezzo.

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VANESSA, ex fidanzata di Manuel. Sensuale, pericolosa, possessiva e preda di una spirale autodistruttiva. Una donna alla deriva senza nulla da perdere. Il peggior nemico che si possa trovare. 

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Come il ghiaccio d’estate un romanzo di Eleonora Panzeri

PER MOTIVI MAI CHIARITI IL TESTO NON E’ Più DISPONIBILE ON LINE. CHI AVESSE IL PIACERE DI LEGGERLO MI CONTATTI IN PRIVATO. GRAZIE!  

 

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Vi presento il mio secondo romanzo breve, auto pubblicato a Marzo del 2015 e recentemente revisionato e pubblicato con la LUPIEDITORE! 

Si tratta di un romanzo rosa contemporaneo capace di incuriosire e trasportare il lettore in un turbinio di passione e sentimenti. Nella nostra vita compiamo molte scelte, alcune delle quali discutibili e prive di logicità. La noia, la routine ed il desiderio di nuove emozioni, forti ed intense, giocano un brutto scherzo a Camilla, la protagonista di questo storia.

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SINOSSI: Camilla, la protagonista di questo romanzo, viene travolta da una passione incontrollabile e pericolosa. La voglia di evadere dalla routine, l’irresistibile tentazione del proibito, l’eccitamento del corteggiamento e la confusione nella mente e nel cuore non le daranno scampo.
A chi non è mai capitato di voler scappare via da tutto, di voler fare la scelta sbagliata a costo di rovinare la propria vita per provare il brivido di una ritrovata libertà? Non bisogna mai dimenticare che le scelte hanno sempre un prezzo che spesso non siamo disposti a pagare. Lasciatevi trascinare sulla strada delle emozioni contrastanti di “Come il ghiaccio d’estate”.

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Se vuoi conoscere il dietro le quinte visita la pagina dedicata ai PROTAGONISTI del romanzo.

La parte più significativa: i COMMENTI e RECENSIONI di chi lo ha già letto e la mia prima INTERVISTA; non smetterò mai di dire grazie a chi mi ha dato fiducia dedicando anche solo un briciolo del suo tempo alle mie opere 🙂 –> RINGRAZIAMENTI <–

Passiamo ora agli aspetti pratici: sezione F.A.Q.

Dove posso acquistarlo e quanto mi costa? E’ disponibile in formato ebook al costo di 2,99 euro ed è GRATIS per tutti gli utenti KindelUnlimited su  AMAZON.IT (link QUI)

Perchè dovrei leggere il tuo romanzo? Direi che un romanzo che ha avuto la forza di avvicinare mio marito al mondo della lettura (ancora non ci credo!) merita di essere letto a prescindere. A parte gli scherzi è una lettura piacevole e veloce, si legge in poco più di un’ora ed è ideale per una pausa pranzo o per un viaggio in treno e il finale a sorpresa tipicamente lascia il lettore esterrefatto 😉

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Il cielo è sempre più blu

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Tre mesi dopo il primo contagio

Mirasol Vargas

Non sapevo come tutto era iniziato, nessuno lo sapeva. Il virus cominciò a diffondersi rapidamente, senza risparmiare nessuno. Eravamo stati radunati nella zona di quarantena nella periferia di Mosca, uno dei pochi luoghi ancora sicuri. L’umore era a terra, noi vivi mentre il resto del mondo là fuori stava morendo. Non lo trovavo giusto, non mi sembrava umano ma avevamo risorse sufficienti per sopravvivere per più di un anno. Tutto cambiò quando mi guardai allo specchio e vidi la prima pustola. Non era più che una semplice vescicola, ma sapevo che la malattia non si sarebbe fermata. Il virus ci aveva raggiunto anche lì, dovevo andare via, isolarmi dai miei compagni, da un lato per loro e dall’altro per me. L’ordine era di sparare a vista agli infetti, ma non ero nata per essere carne da macello. Il generale Miller aveva parlato di una base di supporto nei pressi dei monti Urali. Lì un team di scienziati provenienti da tutto il mondo stava lavorando per lo sviluppo di una cura. I risultati erano incoraggianti, era un’informazione riservata, ma in qualche modo era trapelata anche agli operativi.

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Dovevo essere prudente, nessuno che io conoscessi era sopravvissuto una volta contagiato e la morte rapida con arma da fuoco era vista come un atto di misericordia. Io tuttavia ero Mirasol Vargas, la prima della mia famiglia a pilotare aerei ed in grado di entrare nell’aviazione. Ero nata per essere libera, a dispetto di tutto, anche dall’apocalisse.  Le regole erano ferree e rigorose, tassativamente in branda alle 22.00 per minimizzare il consumo energetico. Tutto era silenzioso e tetro a quell’ora della notte, io ancora avevo una bella cera ed il fondo tinta faceva il resto. Gli spasmi addominali e la debolezza si facevano tuttavia sentire. La sala di controllo era poco sorvegliata, in realtà solo un folle o un condannato a morte come me avrebbe provato ad uscire da lì. La cassaforte con le informazioni riservate non era un mistero per me, io ed il generale avevamo un rapporto particolare.
Trovate le coordinate non mi restava che raggiungere l’hangar e rubare un elicottero. Sembrava facile, anche fin troppo nonostante i crampi sempre più intensi e la febbre in rapida crescita. Mi misi al comando, con tenacia. Parte del portellone d’ingresso dell’hangar era saltata, quella era già considerata una zona a rischio. Misi la maschera a gas, girava voce che respirare aria contaminata potesse accelerare il decorso della malattia.

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Avviai i motori, nessuno venne a fermarmi. Potevo vedere sotto di me i corpi in decomposizione così mi spinsi in alto. Il cielo era cupo ma pieno di stelle, non c’erano rumori se non il rombo del mio velivolo. C’era pace, una quiete innaturale fatta di morte e oscurità. Inserii le coordinate e mi misi in viaggio ma bastò un attimo di distrazione e persi il controllo del velivolo.Fu uno schianto rovinoso, mi ritrovai a terra, tra le fiamme.Mi tolsi la giacca e restai esposta, il mio corpo ormai era tumefatto in parte dalla malattia e in parte dall’incidente. Ustioni nuove di zecca deturpavano il mio corpo. Dove mi trovavo? Ero vicina alla mia meta? Non lo sapevo, ero distrutta ma non potevo riposarmi. Un rumore dietro ad un cespuglio mi fece sobbalzare: un cerbiatto, l’essere più dolce che avessi mai visto nella mia vita, non aveva apparentemente paura di me e mi scrutava dubbioso con i suoi occhi color nocciola. Che fosse stata veramente la fine del mondo? O si trattava semplicemente della fine della razza umana? Non potevo tergiversare in questioni filosofiche, la lancetta della morte puntava dritta su di me con il suo feroce ticchettio, la potevo sentire distintamente nella mia testa. Ripresi il controllo di me stessa e mi accorsi che l’elicottero si era spezzato in due tronconi ma non tutto era andato perso. Grazie al diradarsi del fuoco trovai una cassetta con dei razzi segnalatori, non era molto di più di una flebile speranza ma era tutto ciò che avevo. Il cerbiatto non si muoveva e mi osservava con interesse, come se per una volta fossi io la strana creatura da studiare. Mi toccai il volto e quello che sentii mi confermò che dopotutto l’animale aveva ragione, stavo diventando un mostro.

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Presi un razzo e con l’aiuto di un accendino lo accesi e guardai verso il cielo. Per un attimo un moto di speranza, ma poi solo l’azzurro del primo mattino e qualche nube grigiastra, tra natura e silenzio. Mi misi quindi in marcia, non so dire con certezza per quanto camminai, o dove trovai le forze per farlo. Raggiunsi un edificio di cemento, desolato ed abbandonato, mi addentrai nelle sue viscere, tra il buio ed il fetore di umidità che lo contraddistinguevano. Mi feci luce con un secondo razzo che avevo saggiamente portato con me: tutt’intorno il nulla, solo terra e detriti, non c’era anima viva né morta che potesse giustificare la mia presenza in quel luogo desolato, nemmeno l’ombra del virus H che spietato stava mietendo vittime. Mi affacciai ad una grossa finestra, sapevo di essere sola ma avevo la fastidiosa sensazione che qualcuno o qualcosa mi stesse spiando. Uscii all’esterno, sui muri le tracce del genere umano, disegni moderni più simili ad incisioni rupestri che ad opere moderne, simbolo di un’umanità che anziché evolvere verso un futuro roseo e prosperoso, regrediva fino ad annientarsi con le sue stesse mani.

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Mi accasciai a terra, in ginocchio: ero rovente, un conato di vomito mi fece rabbrividire: una sorta di liquame verde ed innaturale uscì dalla mia bocca in un misto di sangue. Mi trascinai verso il bosco come una larva. Potevo sentire il freddo della terra sulle gambe e sul ventre. Ero sempre stata una combattente, una vincente, ma sentivo dentro di me che quella poteva essere l’ultima battaglia…

 

Quattro mesi dopo il primo contagio

Generale Abram Miller

Un esperimento fallito, l’ennesimo gioco a fare Dio ci aveva tolto il nostro tempo, la nostra stessa umanità. Non volevo fare il militare, ma del resto non avevo mai avuto la possibilità di scegliere il mio destino. Pochi erano stati gli attimi felici nella mia vita e tutti li avevo trascorsi con lei.

Bella, coraggiosa ed intelligente, una dea più che una donna. I suoi occhi, profondi e sensuali come il resto del suo essere, non lo avrei mai ammesso apertamente ma l’amavo. Immaginavano cosa l’avesse spinta a fuggire, ma dovevo vederlo con i miei occhi. Il giorno dopo la sua fuga era arrivato un cargo con le prime fiale di antivirale. Avevano sintetizzato un vaccino, l’umanità non sarebbe finita nemmeno stavolta. Andai a cercarla, usai tutte le risorse che avevo a disposizione. Ero sopravvissuto al giudizio universale ma senza di lei sarei stato condannato a vivere l’inferno per il resto dei miei giorni. Fu un soldato semplice a trovarla, sdraiata con garbo e grazia.

Solo lei poteva fare questo, non perdere di poesia e dignità, nemmeno dopo una morte tanto orribile. I suoi occhi azzurri come il ghiaccio, fissavano vitrei il cielo grigio con determinazione e coraggio. Lei mi aveva lasciato, ma la sua anima sarebbe rimasta con me per sempre.

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Bodypainter: Serena Di Paolo

Writer: Eleonora Panzeri

Ph: FOTOGRAFICA RN

Modella: Daria Novozhylova

 

Apocalypse fsx effetti speciali make up  

www.truccare.com

Progetto Crossover

Lodame Servizi

 

 

 

Recensione di Albino Monteduro

Nuova recensione per #comeilghiacciodestate
Contiene Spoiler (cioè anticipazioni della trama e del finale)
Ma veramente molto bella
passione
 
“Milano vista come una piccola New York è lo sfondo fosco e inquietante delle vicende raccontate dell’Autrice.
 
Leggero, leggerissimo il linguaggio: un volo zigzagato di farfalla; i personaggi dialogano fitto fitto, si compenetrano, si corteggiano, si stuzzicano e ne viene fuori un campionario che riporta il lettore tra i vicoli contorti di una modernità che non sembra contenere grandi valori umani e che, soprattutto, si manifesta su un registro di malinconia, se non proprio di tristezza.
 
La palestra, la moto, i muscoli scolpiti, la musica hard rock. Manuel ci appare come il prototipo di questa umanità vuota e neppure quando si apprenderà della sua missione di tutore dell’ordine si cancellerà in noi il ricordo delle sue malefatte (come l’inganno con cui ha circuito la debole Camilla solo per possederla, senza esserne innamorato); forse il riscatto giungerà nel momento in cui egli sacrificherà la vita per salvarla.
 
Anche Camilla ha le sue colpe: umilia Dario, non si cura della piccola Rebecca (sempre in penombra nel racconto!), dissimula, mentisce spudoratamente… si può giustificare tutto con l’amore?
 
“Come il ghiaccio d’estate” è un libro utile: ci fa comprendere i pericoli della vanità e dell’inganno; ci mette in guardia dalle tentazioni facili che hanno come guida più la pancia che la testa.”
Albino Monteduro

Recensione di Domenico del Coco

Geniale e spettacolare.

Da leggerlo assolutamente

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Ho apprezzato tantissimo il libro di Eleonora Panzeri. Il primo di una serie che merita una lettura piacevole. Il genere Fantascienza nel libro di Eleonora è di un livello superiore rispetto ai prodotti commerciali come l’Urania e altre collane. Sebbene la storia è ambientata in un mondo irreale Eleonora ha creato un personaggio reale, una donna che ricorda un po’ la Scarlett O’Hara in chiave moderna capace di sopravvivere a un mondo sempre in cambiamento. Anche altri personaggi, come Orez, sono indimenticabili perché ricordano quelli di Isaac Asimov. Eleonora Panzeri ha saputo creare una trama densa e interessante. Ritmo? Tantissimo. Il bello di questo libro è che come lo prendi in mano non ti stacchi perché vuoi sapere cosa succede. I dialoghi? Molto diretti. Meravigliose le descrizioni del vestiario dei personaggi come si può leggere a pagina 63. Ma anche il linguaggio tecnologico robotizzato a pagina 55. Il mondo creato da Elonora non è solo di umani ma a saputo inventare gli Org esseri intelligenti, gli Striker con sembianze di animali e gli Anfrocob esseri più robot che umani. Un libro veloce che lo leggi d’un fiato. 130 pagine di puro intrattenimento creato con grazia e maestria allontanandosi da quei fantasy creati a tavolino. Nella trama la razionalità è comunque il punto più alto della lettura. Sicuramente invoglia alla lettura della seconda parte ossia Destini Incrociati. Un esordio con il botto. Per me è un sì. 11 euro spesi bene e che a distanza di tempo lo rileggi volentieri. Complimenti Eleonora perché hai suscitato l’interesse con la prima parte…il resto viene da sé. Comunque che sia cartaceo o e-book è assolutamente da leggere se volete staccarvi dalla monotona realtà. Aspetto trepidante il secondo libro che confermerà le mie aspettative.
Buona lettura con il libro di Eleonora Panzeri SKEGGIA8: I SEGRETI DEI MORIGERATI