The Witcher una saga di Lauren Schmidt Hissrich

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The Witcher è una serie fantasy statunitense basata sulla Saga di Geralt di Rivia scritta dell’autore polacco Andrzej Sapkowski. Nella prima stagione viene presentato Geralt e le comprotagoniste,  la strega Yennefer di Vengerberg e la principessa Cirilla. La regista sceglie di trattare le story line inizialmente separatamente rendendo il personaggio principale molto debole. La storia di Yennefer, molto dettagliata, gli ruba la scena. Le vicende invece che coinvolgono Cirilla sono abbastanza noiose, come il suo personaggio.  Geralt è un eroe burbero, piatto e monocorde che lascia allo spettatore non molto di più che la sua prestanza fisica. Il ruolo di Witcher lascia non poche perplessità visto che non viene spiegato quasi nulla. Per come è descritto sembra solo un mercenario cacciatore di mostri, ma alcuni riferimenti fanno intuire che c’è altro dietro, che non viene chiarito. Le storie “d’amore” sono debolissime, non creano grande empatia poiché fugaci e forzate. Ogni cosa pare molto condensata e frettolosa per essere compressa in modo da svilupparsi negli otto episodi a disposizione. Il personaggio che ne esce meglio è sicuramente quello di Yennefer. Non so se verrà girata la seconda stagione, ma la prima suscita interesse solo in pochi episodi  I personaggi potevano essere sfruttati meglio e avrebbe giovato una narrazione lineare invece che usare altalenanti flashback che sviluppano vicende in epoche ignote senza alcun vero parametro di orientamento. 

“YOU” UNA SERIE DI GREG BERLANTI & SERA GAMBLE – SECONDA STAGIONE

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Finalmente è disponibile la seconda serie di You, la cui trama è ispirata al romanzo omonimo scritto dall’autrice Caroline Keynes. In questa trance della storia Joe è costretto a fuggire e a cambiare identità, per non essere ricattato dalla sua prima e misteriosa ex fidanzata, Candace. Approda così nella caotica Los Angeles e sotto  falsa identità promette a sé stesso di non incappare più negli errori del passato e di  abbandonare l’ossessionata ricerca dell’anima gemella. Certe abitudini tuttavia sono difficili da superare. Come nella prima stagione Penn Badgley interpreta in modo brillante, sarcastico e sagace il ruolo di Joe ma a dargli manforte intervengono personaggi molto più amabili e carismatici del capitolo precedente, prima fra tutte l’adorabile Love Queen, interpretata dall’attrice Victoria Pedretti. Love è la ragazza magicamente imperfetta, estroversa, di cuore, dolce e passionale, dotata di un grandioso carisma e mossa dall’amore per le buone intenzioni e per la cucina. Interessanti anche le sorelle Alves vicine di casa di Joe, Ellie e Delilah, entrambe belle, sveglie e intelligenti. Il cast così assortito rende sfocati e poco amabili i personaggi della stagione precedente dando un boost a ogni singolo episodio. Vi sono sicuramente parti poco realistiche, ma a stento vai a cercare il difetto per seguire l’evolversi della trama che inchioda allo schermo fino all’ultimo. Forse meno colpi di scena rispetto alla precedente serie ma sicuramente maggiormente accattivante, mantenendo inalterato quello che è il fil rouge della storia, la linea tra buono e cattivo è sempre labile e instabile. 

 

Glitch una serie di Emma Freeman

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Glitch è una serie televisiva australiana uscita nel 2015 ora disponibile sulla piattaforma Netflix. Racconta la misteriosa storia di alcune persone che resuscitano dalla morte da epoche differenti, avendo in comune la sepoltura nello stesso sperduto cimitero di una piccola cittadina, Yoorana. La serie si articola in 3 stagioni ed è auto conclusiva. Nel complesso ne ho apprezzato la visionela trama è interessante e a tratti originale. Molti i colpi di scena e benché non ci siano attori che mi abbiano colpita particolarmente il cast nel complesso non è male. La serie perde di appeal con l’avanzare delle tre stagioni, la più interessante è sicuramente la prima, tuttavia ho apprezzato il tentativo di dare una spiegazione ai vari eventi che si susseguono nella storia, cosa non ovvia e scontata. Spesso serie di questo genere finiscono senza spiegazioni. Vi sono degli elementi tragicomici, poco realistici ma poco male visto che talvolta resta più impresso qualcosa che involontariamente ti fa sorridere che altro realizzato alla perfezione. 

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“Meglio di noi” una serie di Andrey Junkovsky

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Meglio di noi è una serie tv sci fi russa disponibile sulla piattaforma Netflix. Il regista Andrey Junkovsky partendo dalle tre leggi della robotica postulate da Isaac Asimov nel romanzo “Io robot”, crea un futuro non troppo lontano dal nostro dove gli androidi sono inseriti normalmente nel contesto sociale, dando supporto all’umanità nei campi più disparati. Leader nella produzione di sexy robot è la CRONOS, gestita dell’arrogante e dispotico Viktor Toropov. Il magnate non è tuttavia soddisfatto degli androidi della sua azienda, molto limitati da un punto di vista dell’empatia e al fine di impressionare suo suocero, vero leader della società, ordina dalla Cina un prototipo sulla carta eccezionale, creato per sopperire anche alle funzioni più delicate. Arriva così alla CRONOS la bellissima Arisa, primo robot in grado di eludere le tre leggi e nuocere ad un essere umano. A causa di un brusco e brutto risveglio Arisa si vedrà costretta a difendersi e a fuggire, trovando nella piccola Sonia il suo utente principale. Per motivi che verranno ampiamente spiegati nella storia, il padre di Sonia e Toropov hanno un pesante passato in comune e la scelta di Arisa condizionerà la vita di tutti. Benché le fortuite coincidenze che danno vita agli eventi sono davvero troppe per essere plausibili, la serie resta comunque interessante e avvincente. Bravissima e avvenente l’attrice Paulina Andreeva nel ruolo di Arisa, che spesso fa sorgere il dubbio che vi sia un vero e proprio robot oltre lo schermo. Un telefilm che ho visto con piacere e che spero venga rinnovata per una seconda serie. 

What/If una serie di Mike Kelley

AD OGNI COSTO, MA CON AMORE 

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What/If è una serie thriller statunitense nata dall’ingegno di Mike Kelley.  La protagonista femminile Lisa, interpretata dalla talentosa Jane Levy (che visivamente ricorda moltissimo la collega Emma Stone) giovane, dolce e brillante scienziata, scopre una formula rivoluzionaria per curare il cancro. Mossa da nobili ideali, investe tutta sé stessa in questo progetto. Il  sistema capitalistico  americano, manovrato dai poteri economici forti delle case farmaceutiche, non vede di buon occhio la scoperta di Lisa e cerca di affossarla sul nascere, sotto il falso movente dell’etica negando i fondi per il suo sviluppo. Quando tutto sembra perduto subentra nella vita della protagonista la nota e spietata imprenditrice Anne Montgomery (interpretata da Renée Zellweger) che fa alla ragazza un’offerta molto strana e ambigua, a fronte di un ingente investimento. Ribaltando e ampliando notevolmente l’idea già usata nel noto film anni ’90 Proposta indecente di Adrian Lyne, Kelley crea una trama molto ben strutturata dove nulla è causale. Vengono anche sviluppate delle story line secondarie e indipendenti all’interno della serie, in particolare quella tra Angela, il marito di lei e l’ ex amante di quest’ultima, quasi a creare un parallelismo tra il peggio del maschile e femminile, in cui basta una scelta sbagliata per attivare un circolo vizioso di grande sofferenza. Storie avvincenti sotto molti punti di vista, ottima analisi psicologica dei protagonisti. Capendo dove vuole andare a parere il regista, alcuni colpi di scena possono essere intuiti facilmente ma non per questo la serie perde d’interesse. Il cast è buono, ma per mio gusto personale troppo “patinato”, tutti troppo belli per essere veri. Le uniche che mi hanno davvero colpito sono state Jane Levy e Renée Zellweger. Consigliato comunque agli appassionati dei thriller psicologici. 

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