Recensione dell’ L’Alchimista un romanzo di Paulo Coelho

Parliamo di un autore molto popolare, che certo non ha bisogno di presentazioni. Questo è il primo libro di Coelho che leggo e probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso. Da un punto di vista narrativo, “L’alchimista” mi pare una fiaba classica, il tipico viaggio dell’eroe che parte per un avventura e ne ritorna cambiato. L’avventura di Santiago tuttavia è piatta, priva di quel qualcosa che spinge ad appassionarsi a una storia. Tutti i personaggi restano per tutto il tempo distanti, vaghi e sfumati. Impossibile affezionarsi o immedesimarsi. Le motivazioni che spingono il protagonista a fare le sue scelte sono molto deboli, tanto da incrinare la sospensione d’incredulità del lettore. Nel complesso il romanzo appare noioso, stereotipato e scontato. Non nego che vi siano dei passaggi poetici e in certi punti interessanti spunti di riflessione sull’esistenza, tuttavia ho colto tra le righe una visione maschilista della realtà, in cui l’uomo viaggia per realizzare la sua “leggenda personale” mentre il destino della donna è semplicemente aspettare il suo ritorno. Facile dire che l’amore non dev’essere attaccamento quando le attività più impegnative e di routine spettano alle Penelopi di turno. Per un testo scritto nel 1988, c’era la speranza di una visione più moderna della realtà. In certe situazioni il vero eroe è chi resta e si prende cura di ciò che ama.

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