Recensione di “L’uomo nel labirinto” di Robert Silverberg


copertina.jpg

Titolo: "L'uomo nel labirinto"
Autore: Robert Silverberg
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Fazi
Numero Pagine: 282
Costo versione cartacea: 13,60 euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1OWc90d

SINOSSI: Dick Muller è un uomo solo, la cui vita è stata stravolta da un incontro con gli alieni avvenuto durante uno sfortunato viaggio spaziale: la permanenza di un anno sul loro pianeta gli ha lasciato una strana malattia, l’impossibilità, fisica e morale, di sopportare quella che per lui dovrebbe essere la più “normale” delle presenze, quella degli altri uomini. Dotato di poteri telepatici che non può governare, incapace ormai di interagire con gli altri esseri umani, di trasmettere loro i propri sentimenti migliori, e troppo permeabile a quelli degli altri, la sua vicinanza mette i suoi simili a disagio, lo rende una presenza indesiderata, repellente, tanto da spingerlo a scegliere l’esilio sul pianeta disabitato di Lemnos, sede di un millenario labirinto, luogo ideale per tenersi lontano da tutti. Fino a quando la sua presenza sulla Terra diventa indispensabile per salvare l’umanità dal pericolo dell’estinzione; due vecchi compagni andranno così a riprenderlo, sfidando il labirinto e i suoi pericoli mortali, e lo stesso Muller, ancora memore delle antiche offese e in cerca di vendetta.

1

RECENSIONE:  FILOSOFIA & FANTASCIENZA 

uomouniverso.jpg

L’uomo nel labirinto (The Man in the Maze), scritto da Robert Silverberg è uno dei romanzi più letti e conosciuti del genere Sci Fi. Una lettura molto scorrevole, una vera e propria visione di un plausibile mondo del futuro. Grande punto di forza del romanzo sono le descrizioni di luoghi e personaggi, così precise ed accurate da lasciare sconcertati. Silverberg ha la grande abilità di immergere il lettore nel suo universo creando attraverso le parole immagini nitide e chiare della storia e dei personaggi. L’autore è visibilmente un uomo intriso di cultura classica e di profonde nozioni filosofiche. Il suo romanzo nel complesso potrebbe avere un fine diverso dal mero intrattenimento: essere un monito e un’analisi sulla natura umana. Il protagonista della storia è Richard Muller, diplomatico interplanetario di successo, che dopo aver contratto una malattia incurabile che gli rende impossibile la vita con i suoi simili, decide di esiliarsi volontariamente sul pianeta Lemnos. La particolarità di Lemnos è quella di custodire i resti di un’antica città aliena protetta da un diabolico ed affascinante labirinto. Nonostante dei costruttori della città non vi sia più traccia, l’efficiente macchina di distruzione e protezione da loro costruita sembra mantenere intatti i suoi diabolici ed insidiosi trabocchetti. Con grande abilità e scaltrezza, Muller è l’unico tra i terrestri a riuscire a penetrare fino al cuore della città dove stabilisce la sua nuova dimora. L’isolamento di Muller viene interrotto dopo nove anni dall’arrivo di una spedizione terrestre capeggiata da Charles Boardman, un anziano ed astuto diplomatico interplanetario che approda a Lemnos con il solo scopo di recuperare Muller ed impiegarlo in una nuova missione a beneficio dell’umanità. Nella realtà creata da Silverberg tantissimi sono stati i progressi in termini di espansione dei terrestri, in grado di spostarsi agevolmente tra tutti i pianeti del sistema solare ed oltre. L’aspettativa di vita è raddoppiata, le persone benestanti hanno a disposizione tecnologie strabilianti che permettono di mantenere bellezza e salute nel tempo. Lo stesso matrimonio, diventa legalmente un contratto a scadenza, decretando che in una società evoluta è da tenere presente che sarebbe ingenuo pensare al per sempre. Da notare l’introduzione dell’uso delle stampanti 3D capaci di riprodurre droni con facilità, l’ausilio e l’utilità dei droni stessi e delle masse di memoria portatili per immagazzinare i dati, dei dispositivi a sensore che nel 1968, quando il romanzo fu scritto, non erano tecnologie scontate come possono sembrare oggi. L’unico appunto che mi sento di fare all’autore di questo romanzo è l’opprimente spirito di cameratismo maschile, una mancanza di lungimiranza e fantasia che mi ha personalmente delusa: parliamo difatti di un mondo per uomini che parla di uomini, in cui le donne sono solo trastulli sessuali, sia che si parli del “Cubo di donne” o di ricordi. Questa mentalità non viaggia nel futuro come il resto della storia ma resta ancorata ad un passato già ora arretrato e non sfrutta quelle che avrebbero potuto essere opportunità narrative interessanti e rivoluzionarie. Spesso ho pensato che se al posso di Ned, Boardman avesse scelto una donna, la storia si sarebbe fatta ancora più interessante. Eccezion fatta per questo aspetto colpiscono le riflessioni sull’umanità e sulle sue ambizioni, che a furia di cercare “virtute e canoscenza” pecca di deliri di onnipotenza che Muller nel suo piccolo è costretto poi a pagare con il suo arcano ed inconsueto male.

Vc5su5

Torna all’indice RECENSIONI LIBRI

Torna alla HOME del blog

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...