Oggi Con Noi – Vito Ditaranto

Per la rubrica: “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Vito Ditaranto e al suo romanzo

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Ciao Vito e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libro in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor

Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

 

  1.  Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio ultimo romanzo V.I.T.R.I.O.L.(Cailleach), come del resto anche gli altri, nasce esclusivamente dalla mia irrefrenabile voglia di scrivere. Io vivo la mia vita in simbiosi con un blocchetto di appunti, dove scrivo i miei pensieri e le mie sensazioni, poi, li metto tutti insieme ed inizio a scrivere. Sono una appassionato di semiotica (La semiotica -dal termine greco σημεῖον semeion, che significa “segno”- è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso), ed è proprio dai simboli e dal cercare di comprenderne il significato ed il fine che essi hanno ad ispirare le mie opere. Quando comincio un libro provo a scrivere il primo paragrafo. Un paragrafo di apertura. E in un periodo di settimane e mesi, talvolta anni, lo riformulo più e più volte finché non mi convince. Solo allora so che posso fare il resto del lavoro. L’ispirazione, comunque, non esiste, o meglio, si chiama motivazione. SE AVESSI ASPETTATO LA MUSA, SAREI ANCORA LÌ, DAVANTI ALLA PRIMA PAGINA BIANCA.Come molti scrittori sono bravissimo a rimandare il momento in cui inizio a scrivere. Farei qualunque cosa per non affrontarlo; ti mette di fronte ai tuoi limiti, alle tue insicurezze. Ma non inizio mai alla cieca; penso molto prima di scrivere, quando inizio so perfettamente dove voglio arrivare. Anzi, la fase della gestazione, quando immagino la storia, è spesso più lunga della stesura vera e propria. E quando inizio, scrivo per ore e ore, tutti i giorni, a volte abbandono tutto e rivedo la storia dopo mesi oppure anni..

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Il romanzo è ambientato a TARANTO, la città in cui vivo ed è ambientata in un periodo odierno non meglio definito:“Taranto in marzo è come essere in un forno. In agosto, il mese in cui ci trovavamo, è come camminare sui carboni ardenti.”

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

I miei personaggi non hanno nulla di speciale sono persone normalissime, caratterizzate, solo uno spiccato sesto senso. La voce di un romanzo è qualcosa di simile a quella di un cantante, come Mick Jagger o Bob Dylan, il potente senso di questa voce si percepisce proprio dalla prima riga. Stabilisce fin da subito con che genere di narratore abbiamo a che fare: qualcuno disposto a parlare, a dire la verità. Si tratta di una qualità distintiva, unica e riconoscibile immediatamente, che va a braccetto con lo stile. In questo romanzo, così come negli altri, inoltre, vi è sempre un personaggio dal nome Vito, il quale spesso riveste solo un ruolo marginale nella storia e fa da spettatore a tutto il racconto.

4 . Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Ad essero sincero non sono convinto che il mio romanzo abbia dei punti di forza, credo invece, che la storia in sé sia la vera forza. Il romanzo prende la sua forza ovunque e da nessuna parte. E’ nella mente di chi lo immagina. Ovviamente è una metafora, parla della conservazione dei ricordi, della memoria, delle visioni di Giovanni e dell’amore immenso che ha per Arael. In tutti i miei romanzi anche i nomi non sono del tutto casuali e sono stati scelti con cura. Ad esempio Giovanni è il nome dell’apostolo più giovane di Gesù ed è anche l’unico che lo ha accompagnato sin sotto alla croce. Arael è uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica. Potrei continuare all’infinito. Quindi i temi toccati dal romanzo riguardano molto la spiritualità, l’esoterismo e l’occulto, ma sono percepibili solo da un lettore attento.

5.  Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare? (se siete alla prima pubblicazione tralasciate questa domanda)

Di romanzi (thriller), libri di poesie e fiabe, ne ho pubblicati tanti è mi è molto difficile sceglierne uno. Il mio primo libro circa quindici anni fa era un libro di poesie. Il primo vero romanzo si chiamava “Sotto l’ombra del Sole” , divenuto in un secondo momento “Sotto l’ombra del Sole reloaded”. Il mio libro più bello forse è “V.I.T.R.I.O.L (l’artigliatore)”. In ogni caso l’opera alla quale mi sento più legato soprattutto da ragioni affettive è semplicemente una fiaba “Miriam e la Stella”, scritta per mia figlia alla quale sono molto legato e che purtroppo non vive con me.

6. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

In passato ho pubblicato con una piccola casa editrice, l’esperienza è stata poco piacevole. Ora preferisco il self perché i libri sono veramente miei, non vi è nessuna manomissione o editing e tutto ciò che scrivo è veramente mio nel bene o nel male.

7.  Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

I miei romanzi sono destinati a lettori esigenti direi fuori dal comune chi legge questi libri è alla ricerca di qualcosa di diverso ed al tempo stesso è un lettore che si fa delle domande sulla vita ed i misteri ad essa legati cercando di trovare le risposte a tutto ciò che lo circonda.

8.  Piccolo estratto.

Il mio nome è Giovanni Biondi, ma come in un film di 007, gli amici solitamente usano chiamarmi John Blond. Paradossalmente alla luce degli avvenimenti che mi accingo a narrare il mio nome appare un tantino fuori luogo. Comunque, non sono una celebrità.

Ho vent’anni. Per un adulto sono poco più di un bambino. Ma per un bambino sono abbastanza vecchio.

Il mio pubblico è composto unicamente da giovani attualmente alla deriva tra il ventesimo e il ventunesimo compleanno.

Conduco una vita anomala e per taluni versi straordinaria.

Una vita al di fuori dei canoni comuni. Con questo, non intendo dire che la mia esistenza sia migliore della vostra. Sono certo che la vostra vita sia colma di tutta la felicità e magia che una persona possa desiderare. Dopotutto siete umani, come me, e sappiamo bene che gioia e che terrore questo significhi. Voglio soltanto dire che la mia è una vita originale.

Una vita stravagante.

Una vita eccentrica.

A me accadono cose strane che agli altri accadono solo di rado oppure mai. Per esempio, non avrei mai scritto questo libro se non mi fosse stato ordinato da un uomo di duecento chili, con tre dita nella mano sinistra. Nel mio quartiere lo chiamano ironicamente e per contrasto piccolo Bael[1], perché nonostante la stazza la sua piccola attività celebrale è concentrata nelle sue dita.

Questo mio manoscritto non sarà pubblicato sino a quando sarò in vita.

Quindi, ipotizzo che se lo state leggendo, vuol dire, che io non faccio più parte del vostro mondo.

 

Scrivo questo libro esclusivamente per salvaguardare il mio equilibrio mentale e per scoprire se riesco a convincermi che la mia vita ha abbastanza scopo e significato per giustificare la mia esistenza. Magari, forse, potrebbe anche aiutare a comprendere la vostra di esistenza.

Questa storia inizia un giovedì. Per voi è il giorno dopo il mercoledì. Per me invece è un giorno che, come gli altri sei, può rivelarsi carico di mistero, avventura e terrore. Senza farvi precipitare nello sgomento.Con questo non dovete pensare che la mia vita sia ro­mantica e magica.

Troppo mistero è soltanto una seccatura. Troppa avventura è estenuante.

Troppo terrore può essere stressante.

Senza bisogno di puntare la sveglia, quel giovedì mattina mi sono svegliato alle cinque e trentacinque, uscendo da un incubo popolato da dipendenti di una sala Bingo …. morti. (…)

  1. Trama del tuo libro + link acquisto.

Giovanni è un ragazzo con uno strano dono: riesce a vedere ciò che gli altri non vedono. Tra le sue visioni vi sono anche esseri strani e malvagi. I Cailleach. Nella mitologia irlandese e scozzese la Cailleach o Cailleach Bheur (“Vecchia Donna”), è una strega divina. La parola cailleach deriva dall’antico irlandese caillech (“colei che si cela con un velo”). Il termine ricorre in parole composte gaeliche come cailleach-dhubh (“vecchia nutrice”) o cailleach-oidhche (“vecchia civetta”) e nell’irlandese cailleach feasa (“veggenti”) e cailleach phiseogach (“maghe”). Una parola collegata è il gaelico caileag (“giovane donna”). Oscura invece la relazione con l’irlandese síle che ha portato alcuni a collegare la Cailleach con i bassorilievi di Sheela na Gig. Giovanni da tre anni ha un sogno ricorrente: i dipendenti di una sala BINGO morti. Follemente innamorato di Arael, la loro storia d’amore durerà per l’eternità. Tra amore, follia, visioni, il viaggio durerà in eterno scoprendo un mondo fuori dall’ordinario. Certe sensazioni, certe domande insistenti che ci portiamo dentro, certi “non so che” altro non sono che il ricordo di lontane emozioni. “Non bisogna lottare contro le debolezze e i vizi. Che si tratti di gelosia, di collera, di cupidigia, di vanità, occorre mobilitarli affinché operino nella direzione voluta. Se è naturale utilizzare le energie della natura, perché meravigliarsi quando si tratta di utilizzare certe energie primitive che sono in noi? “.

Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo; al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza…

Alessandro conte di Cagliostro (Giuseppe Balsamo)

http://www.amazon.it/V-I-T-R-I-O-L-Cailleach-VITRIOL-Vol-2-ebook/dp/B01BQ5I3XS/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1459319692&sr=1-1

http://www.giuntialpunto.it/product/b01bq5i3xs/libri-vittriol-cailleach-vitriol-vol-2-vito-ditaranto

http://www.lulu.com/it/it/shop/vito-ditaranto/vitriol-cailleach/paperback/product-22554567.html

INTERVISTA A CURA DI TRANQUILLI MARIA DONATA

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