SESTO CAPITOLO di “SKEGGIA 8 – Episodio I: I segreti dei Morigerati”

La sala riunioni della Virdrop&Co veniva usata raramente, se non per le riunioni mensili sui target e per ricevere alcuni sporadici clienti solventi. Didi, Dalton, Ethan, Mina e Spiro erano stati convocati e si guardavano dubbiosi seduti attorno all’ampio tavolo in vetro temprato.

«Bene, posso cominciare. Abbiamo ricevuto una richiesta molto interessante da un gruppo religioso, una setta se preferite. Si fanno chiamare i morigerati, la loro sacerdotessa deve compiere un viaggio e ha bisogno di una scorta.» esordì Doc.

«Una scorta? Da quando ci occupiamo di questo? Siamo cacciatori, non dei fottuti valletti.» disse Spiro sprezzante.

«Siamo quello che conviene essere. Gli incarichi come sapete cominciano a calare e i cadetti stanno cercando di limitare le attività delle cooperative di cacciatori. I morigerati hanno offerto un bel compenso se concluderemo con successo la missione.» disse Doc.

«Noi non facciamo missioni di gruppo.» intervenne Ethan con tono serio e con il suo consueto sguardo imperscrutabile.

«Sono conscio che tutti voi amiate la gestione individuale degli incarichi, tuttavia questa volta sarà necessaria una cooperazione.» dichiarò Doc.

«Se non fossimo d’accordo?» chiese Dalton.

«Potete trovarvi tranquillamente un’altra cooperativa! La porta è sempre aperta.» disse Doc sbattendo la sua possente mano sul tavolo.

Tutti conoscevano il brutto carattere di Doc, le sue minacce non erano mai senza conseguenze. In quella stanza ognuno di loro aveva peccati da scontare e Doc se non altro era sempre disponibile a chiudere un occhio sugli errori del passato, a concedere un’opportunità a chi dimostrava di meritarsela.

«Litigare è inutile e poco proficuo. Noi non abbiamo né i mezzi né la formazione per fare un lavoro di scorta.» disse Mina.

«Ho caricato il programma di addestramento sui vostri SIP.» disse Doc riacquisendo il controllo.

Mina riusciva sempre ad essere diplomatica e ragionevole, Didi non capiva cosa avesse fatto di così terribile per essere finita alla Virdrop&Co. Dalton tamburellava con le dita sul tavolo, creando l’illusione di un finto disinteresse, mentre Spiro con la sua solita aria strafottente osservava Doc e gli altri con aria di sfida e scherno.

«Se dovessimo accettare tutti, chi coordinerà questo gruppo?» chiese Spiro.

«Pensavo di affidare il comando della missione a Mina, l’unica tra voi che mi sembra in grado di coordinare qualcosa. Mi stupisco che siate ancora tutti interi.» brontolò Doc sedendosi pesantemente su una sedia.

«Spetterebbe a me il comando Doc. Sono il cacciatore con più anzianità. Non esiste che prenda ordini da una ragazzetta.» ribatté Spiro.

Mina si risentì appena del giudizio e disse: «Spiro… tu sarai sicuramente il più anziano ma a differenza del vino mio caro tu non acquisti valore con l’età, direi proprio il contrario.» disse Mina.

Il pugno di Spiro verso Mina non si fece attendere, fu rapido ed inaspettato. La preparazione di Mina nelle arti di difesa corpo a corpo le permise tuttavia di scansare il colpo con facilità.

«Io voto per Mina.» disse Dalton ilare.

In quel mentre la porta si apri ed entrò nella stanza un essere gigantesco, alto almeno tre metri. Un tempo si trattava di un uomo, di cui tuttavia oggi restava ben poco. Orez era un androcob, costituito prevalentemente di parti bioniche e robotiche. Didi lo aveva sempre trovato inquietante e ripugnante, non sapeva che tipo di rapporti avesse con Doc.

«La riunione finisce qui.» disse Doc serio raggiungendo Orez sull’uscio ed avviandosi con lui verso il suo studio.

Spiro si alzò imbronciato e con l’aria di un cucciolo che medita vendetta se ne andò a sua volta.

«Allenati Spiro, altrimenti fra poco sarai tu a dover assoldare delle guardie del corpo.» disse Mina pungente.

«La compagnia è bella ma se abbiamo finito io andrei.» disse Dalton alzandosi placidamente seguito da Ethan che non sprecò parole inutilmente.

«Strano che questa volta non abbia detto la tua Didi, prevedevo fuoco e fiamme.» disse Mina stupita.

«Hai visto quanto offrono? Diciamo che quei soldi mi servono, avrei fatto una missione anche con Orez per una commissione del genere.» concluse Didi.

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