Una finestra sul passato

Recensione del film  “La Papessa”  di Sönke Wortmann

(Voto 10 su 10)

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Questo film di Sönke Wortmann, penso sia uno dei più belli ed intensi che abbia mai visto di recente, pertanto non posso far a meno di affermare che si tratti di un vero e proprio capolavoro. Colpiscono le spettacolari inquadrature, l’uso curato dell’immagine che trasforma i soli paesaggi in qualcosa di unico e speciale. Magistrale la scelta degli attori, che riescono ad incarnare in modo perfetto i personaggi a loro assegnati. Mi ha colpita molto la giovanissima Lotte Flack, giovane attrice prodigio capace di un interpretazione tenera e struggente. Vedere questo film è come fare un tuffo nel passato, in una realtà maschilista, brutale ed efferata. Un mondo tristemente esistito che fa tirare un profondo respiro di sollievo nel sapersi nati adesso e non allora. 

Io penso, quindi Dio esiste”, questa battuta credo sia la chiave sulla quale si fonda questo film e il senso della vita. L’intelligenza dopo tutto sta nel cuore e nella mente delle persone che con pazienza e umiltà, si dedicano alla conoscenza e all’aiuto degli altri. Fa accapponare la pelle la figura del padre padrone misogino e sadico della protagonista, tanto da spingere lo spettatore ad indignarsi per tale brutalità. Quello che emerge forte e chiaro è l’arretratezza e l’inflessibilità dogmatica della chiesa, che poco ha a che vedere con le cose di Dio, ma molto con giochi di potere, intrighi e tradimenti. L’ambizione, il voler fare di più, anche se inutilmente perché ogni buon gesto compiuto da Giovanna sarà poi vano, rendono amaro il finale. Sicuramente però danno un significato profondo alla parola sacrificio, fermo restando la contestazione della castità come regola ecclesiastica vera solo a parole e tutto sommato forse innaturale anche per la più timorata e meritevole figlia di Dio. Resta il dubbio che la storia sia piena di grandi donne, formidabili menti, costrette a vivere nell’ombra negando la loro stessa natura o a veder divulgato il loro operato attraverso il nome di mariti o fratelli. Il passare alla storia tuttavia non è così importante, la rilevanza maggiore è quella dei gesti, la capacità di provare compassione e amore, che una donna in linea generale sviluppa in modo naturale, essendo nata per essere madre. Compito che non deve essere visto come una debolezza,come penalizzazione(ancora oggi)o come qualcosa di impuro, ma come qualcosa di meraviglioso e miracoloso. Se il mondo fosse in mano alle donne e non alla prepotenza e brutalità degli uomini, forse e dico forse, sarebbe un posto migliore.

Nella sezione pubblico anche su:

http://www.mymovies.it/film/2009/lapapessa/pubblico/?id=703977

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2 pensieri su “Una finestra sul passato

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